28 August 2008

Classe dirigente italiana, non è ora della pensione?

Oggi scrivo su un argomento che ritengo caldo soprattutto per la mia generazione e quelle che verranno, l’estrema anzianità della classe dirigente italiana…

Da sempre trovo obsoleti gli organi di controllo delle società, sempre arretrati rispetto all’innovazione proprio perché lontani generazioni dal presente… fanno fatica a comprendere il dinamismo del mercato (in particolar modo quello delle nuove tecnologie) eppure non arretrano di un passo sulle loro decisioni ed ostacolano con la loro osannata “esperienza” la venuta di nuovi (più giovani) volti.

Citando una ricerca di Carlo Carboni emerge che il 24,4% delle élites è costituito da ultrasettantenni e ben il 34,4% da ultrasessantenni!!! sono numeri che fanno riflettere…

Non credo che le nuove generazioni siano migliori della passate ma credo che un ricambio sia necessario in ogni settore e ad ogni livello anche quello dirigenziale. Con la speranza di vedere meno capelli grigi nelle posizioni che contano…

P.S. Ovviamente quando diventerò vecchio scriverò un post contrario a quanto appena detto :D

11 Risposte to “Classe dirigente italiana, non è ora della pensione?”

  1. Mariela De Marchi 28 August 2008 at 9:56 pm #

    Sono numeri che fanno un po’ venire i nervi…

  2. OmarCaf 29 August 2008 at 12:25 am #

    Eh già Mariela… speriamo veramente ci sia presto un inversione di tendenza…

  3. Bruno Riccò 2 September 2008 at 11:22 am #

    Bè io penso che posso ancora darti molto… l’età non è tutto ;)

  4. OmarCaf 2 September 2008 at 11:32 am #

    Sicuramente Prof… ma non sono tutti come Lei ;)

  5. Raul 2 September 2008 at 12:17 pm #

    Hai ragione Omar… il fatto è che non se ne rendono conto “loro” in primis, il lavoro è diventato la vita, e sono 2 cose ben diverse… secondo me il lavoro è il mezzo con cui ottenere il sostentamento necessario per poi vivere la propria vita come la si vorrebbe, non dedicare la propria vita esclusivamente al lavoro, cosa ci rimarrebbe invece del tempo passato accanto alla donna che amiamo e ai figli/nipoti? Qualche GB di codice commentato e il vanto di una carriera trentennale? ti ripeto io vorrei lavorare per vivere, non vivere per lavorare… PS. quando diverrai vecchio ce ne andremo in un paese, preferibilmente caraibico, in cui il cambio euro/moneta locale ci permetterà il lusso di vivere da pashà e dove non esiste internet altro che scrivere post contrari..

  6. OmarCaf 2 September 2008 at 12:37 pm #

    vero… condivido la tua osservazione e credo che la situazione non sia per niente rosea ma consentimi di concludere la risposta con un briciolo di ottimismo perché credo che stia a noi dimostrare che siamo pronti a meritarci di più e riuscire a convincere chi sta sopra di noi che possiamo aspirare ad una posizione migliore. Questo dando il 100% nel nostro lavoro… alla fine sono convinto che questi sforzi pagheranno! :)

  7. Piero 3 September 2008 at 5:08 pm #

    Sarò bastian contrario, però se mi dici che il 34,4% delle elites è ultra sessantenne mi viene da pensare che comunque il 65,6% ha meno di 60 anni. Sarebbe meglio avere un quadro più dettagliato dell’età della classe dirigente in Italia per esprimere un giudizio più consapevole, magari anche in funzione del settore di impiego.

    Nonostante ciò anche io ho l’impressione che (troppo) spesso i giovani vengano a torto esclusi da ruoli in cui potrebbero portare nuove idee e nuova linfa per lo sviluppo di aziende ed enti.

    Talvolta mi chiedo se non sia piuttosto un problema dovuto al fatto che, per essere considerati autorevoli e avere visibilità, occorre avere più quantità di esperienza che qualità di idee

  8. OmarCaf 3 September 2008 at 5:50 pm #

    Sono daccordo con la tua riflessione anche se 1 settantenne ogni 4 tra i posti che contano di un’azienda mi sembra un pò tantino non credi…?

    Sicuramente l’esperienza gioca un fattore importante anche se già un persona di 50 anni penso sia comunque esperta…

  9. Alessandro Furco 12 September 2008 at 1:07 am #

    Bisogna sapersi defilare, non è facile ma questi non ci provano neanche. Forse anche loro sono arrivati all’apice troppo tardi e adesso non hanno nessuna voglia di mollare l’osso.

  10. OmarCaf 13 September 2008 at 10:42 pm #

    Eh già Alessandro… è vero anche quello che dici tu…

  11. Simone Favaro 17 September 2008 at 3:02 pm #

    Eh l’anzianità della classe dirigente è un problema. Ne discutevo anche in un altro mio post, prendendola da un altro punto di vista.
    Quello che più mi rattrista è che fa parte dell’establishment proprio chi l’ha combattuto.
    Il fatto che poi questa classe dirigente sia distante dal quotidiano è ovvio. Man mano che si invecchia la nostra mente fa fatica ad accettare il nuovo perchè vuol dire mettere in discussione tutto quello che hai fatto nella vita.
    Mettersi da parte? perchè mai dovrei farlo? lo so è una posizione assurda e autodistruttiva, ma da loro punto di vista è una questione minoritaria. Tanto gli effetti se li cucca qualcun altro. Loro intanto guadagnano.
    Relativamente ai numeri. Purtroppo riflettono un paese che è vecchio e quindi non può che esprimere una classe dirigente vecchia.
    Triste, ma reale.


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