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	<title>Il Blog di Omar Cafini &#187; viaggi</title>
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	<description>Pillole di Informatica e Pensieri in ordine sparso</description>
	<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 15:21:16 +0000</pubDate>
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		<title>Visita a Noventi, società di Venture Capital</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 08:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OmarCaf</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Un&#8217;altro interessante posto visitato durante il mio viaggio in California è stato sicuramente la società di Venture Capital Noventi. Il fondatore della società è Giacomo Marini già co-founder di Logitech nel lontano 1981. Al di là dell&#8217;azienda è stato interessante capire un pò di più come funziona il mercato dei Venture Capital e come vengono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_542" class="wp-caption alignright" style="width: 76px"><img class="size-full wp-image-542" style="margin: 5px;" title="Logo di NoventiVC" src="http://www.omarcafini.info/wp-content/uploads/2009/03/logo1.gif" alt="Logo di NoventiVC" width="66" height="94" /><p class="wp-caption-text">Logo di NoventiVC</p></div>
<p>Un&#8217;altro interessante posto visitato durante il mio viaggio in California è stato sicuramente la società di Venture Capital <a href="http://www.noventivc.com/">Noventi</a>. Il fondatore della società è <a href="http://www.linkedin.com/in/gmarini">Giacomo Marini</a> già co-founder di <a href="http://www.logitech.com">Logitech</a> nel lontano 1981. Al di là dell&#8217;azienda è stato interessante capire un pò di più come funziona il mercato dei Venture Capital e come vengono finanziate le società con capitale di rischio.<span id="more-506"></span></p>
<p>Le società di Venture Capital essenzialmente investono in progetti innovativi che hanno potenzialmente un possibile mercato ma allo stesso tempo sono molto rischiose lato investimenti perché non sono società con lunga storia alle spalle e non hanno un asset finanziario che possa coprire le possibili perdite. I capitali di rischio poi finiscono 9 volte su 10 bruciati, nel senso che <strong>solo il 10% del capitale investito frutta</strong>.<em> La società</em>, ci racconta Marini, <em>passa molto tempo a vagliare le proposte che le vengono sottomesse</em>, questo periodo di conoscenza reciproca e di approfondimento sull&#8217;idea progettuale e sul team che ha messo in piedi (semplicemente su carta o che già ha fondato l&#8217;azienda, preferibile il secondo dei due casi) dura <span style="text-decoration: underline;">da un minimo di 3-4 mesi fino ad un massimo di 6</span>. Terminato questo periodo se Noventi ritiene l&#8217;idea valida decide di fare un primo investimento (normalmente ci sono diverse tranche di soldi che vengono investiti, non c&#8217;è mai un investimento massiccio all&#8217;inizio).</p>
<p>Da capire bene le ripartizioni degli utili che matureranno dall&#8217;azienda finanziata, i primi ricavi serviranno per ricompensare l&#8217;investimento e coperto quello il restante normalmente si ridivide con una suddivisione percentuale di 80% alla società investitrice e 20% ai fondatori-soci dell&#8217;azienda. Ovviamente dobbiamo avere la capacità di astrarci rispetto al nostro metodo classico di concepire un&#8217;azienda dove vorremmo che l&#8217;utile percepito finisca in buona parte nelle nostre tasche&#8230; dobbiamo comprendere come <em>un investimento di Venture Capital può enormemente accrescere le capacità produttive e di produzione di reddito</em> rispetto a non possedere un investimento del genere (il 20% in questo caso vale molto di più del 100% di un azienda portata avanti con investimenti personali&#8230;). Un altro passaggio importante è abituarsi all&#8217;idea che <strong>l&#8217;amministratore delegato della nostra società diventerà probabilmente qualcun&#8217;altro</strong> nel giro di qualche anno, una persona che gli investitori stessi decideranno.</p>
<p>L&#8217;investimento ha inoltre carattere temporaneo, le società di VC considerano il periodo di finanziamento difficilmente superiore a 5-7 anni. Noventi da sola gestisce un fondo complessivo di 80 Milioni di euro che attualmente ha investito in 14 societa (1 italiana, le altre della <strong>Silicon Valley</strong>).</p>
<p>Un altro aspetto da rimarcare è il valore che tali società danno alle persone che vogliono chiedere un finanziamento e alle spalle hanno uno o più fallimenti&#8230; Marini ci racconta che <strong>le persone più interessanti e quelle che hanno maggiori possibilità di ricevere il finanziamento sono quelli con un numero equo di successi ed insuccessi</strong>, questo infatti è vista come esperienza che viene valutata positivamente dagli investitori. La stessa capacità di lanciare un impresa e qualche hanno dopo riprovarci da zero è anche questo un fattore importante di interesse per i VC, queste persone infatti conoscono bene i meccanismi del sistema e quindi abbassano il rischio per gli investitori.</p>
<p>Il trend per il 2009 vedrà essenzialmente ai primi posti investimenti nei settori del <strong>BioTech </strong>e <strong>CleanTech </strong>(<strong>IT</strong> in calo dovrebbe essere il 3° settore). La crisi ha comunque riguardato anche il mercato dei venture capital che sta soffrendo parecchio la titubanza a concedere nuovi fondi di investimento (anche se forte è la speranza in nuovi fondi messi a disposizione da Obama).</p>
<p>Un parametro molto significativo esposto nella presentazione a cui abbiamo assistito è che <strong>il <strong>17.6%</strong> del PIL Usa proviene dalle societa finanziate da fondi di <strong>VC</strong></strong> considerando poi che tale ricchezza è stata creata con un investimento del <strong>2%</strong> sempre rispetto al PIL ci fa capire quanto questa forma di finanziamento abbia arricchito e continui ad arricchire l&#8217;economia americana.</p>
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		<title>NextSpace l&#8217;incubatore californiano a Santa Cruz</title>
		<link>http://www.omarcafini.info/2009/03/30/nextspace-lincubatore-californiano-a-santa-cruz/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 08:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OmarCaf</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Oggi vi parlò della mia visita all&#8217;incubatore NextSpace a Santa Cruz in California.

NextSpace è una sorta di incubatore di imprese che raccoglie più di 100 membri nella bellissima città di Santa Cruz in California. Santa Cruz si trova dall&#8217;altra parte della Silicon Valley e si trova vicino alla più grande concentrazione di imprese hi-tech del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi parlò della mia visita all&#8217;incubatore <a href="http://nextspace.us/">NextSpace</a> a Santa Cruz in California.</p>
<p><img class="size-full wp-image-510 alignleft" style="margin-right: 5px; margin-left: 5px;" title="logo NextSpace" src="http://www.omarcafini.info/wp-content/uploads/2009/03/logo.gif" alt="logo NextSpace" width="168" height="161" /></p>
<p>NextSpace è una sorta di incubatore di imprese che raccoglie <strong>più di 100 membri</strong> nella bellissima città di <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=next+space+Santa+cruz+CA&amp;sll=44.494446,11.349231&amp;sspn=0.208653,0.617981&amp;ie=UTF8&amp;ll=36.977238,-122.025383&amp;spn=0.007302,0.019312&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=A">Santa Cruz</a> in California. Santa Cruz si trova dall&#8217;altra parte della Silicon Valley e si trova vicino alla più grande concentrazione di imprese hi-tech del mondo soffrendo quindi di una <strong>concorrenza </strong>enorme. L&#8217;incubatore NextSpace nasce con la volontà di riunire tutte le imprese innovative della zona in un ambiente molto <strong>informale</strong> e <strong>accogliente </strong>che somiglia solo lontanamente ai nostri spazi di co-working&#8230;<span id="more-505"></span></p>
<p>Abbiamo avuto la possibilità di incontrare gli imprenditori che lavorano lì e tutti sono stati disponibilissimi a raccontare le loro esperienze e come vivono la partecipazione all&#8217;interno dell&#8217;incubatore. Tutti sembrano contenti sia dei servizi che offre sia anche del clima (percebile già nell&#8217;aria) creato dalle persone che ci lavorano.</p>
<div id="attachment_532" class="wp-caption alignright" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-532" title="L'interno di Next Space" src="http://www.omarcafini.info/wp-content/uploads/2009/03/p1020522-300x224.jpg" alt="L'interno di Next Space" width="210" height="157" /><p class="wp-caption-text">L&#39;interno di Next Space</p></div>
<p>Fondamentalmente diversa è la mentalità di <strong>collaborazione</strong>, <strong>apertura</strong>, <strong>disponibilità </strong>che qui le persone hanno&#8230; Tutti rispondono volentieri a domande perché sanno che un domani quando saranno loro a chiedere qualcun&#8217;altro gli risponderà&#8230; (da noi invece abbiamo tutti paura che qualcuno ci rubi l&#8217;idea&#8230; ahime).</p>
<p><em>Questo meccanismo di scambio aperto ha come conseguenza la crescita della società</em> che beneficia di questo scambio per accrescere il valore dei prodotti / servizi creati.</p>
<p>Diverse sono le possibilità di membership all&#8217;interno di NS (con diversi costi a seconda degli spazi richiesti) ma ciò che sicuramente ogni membro riceve è la possibilità di partecipare ad un incredibile ambiente dove creatività e serenità facilitano la nascità spontanea di networking e di collaborazioni intra-aziende.</p>
<div id="attachment_535" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-535" title="La sala riunioni" src="http://www.omarcafini.info/wp-content/uploads/2009/03/p1020517-300x224.jpg" alt="La sala riunioni" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">La sala riunioni</p></div>
<p>Siamo rimasti anche per il pranzo in una grande stanza al primo piano dell&#8217;edificio dove piano piano si aggiungeva qualcuno incuriosito dalla nostra visita. Ognuno veniva invitato a raccontare la propria esperienza oltre a descrivere brevemente la propria attività&#8230; <strong>gente di diverse culture</strong> e provenienza si incontrano qui e insieme fanno gruppo in maniera efficace aiutati anche dalla struttura che da la possibilità ai membri di avere a disposizione una serie di servizi di supporto all&#8217;impresa che al di fuori dell&#8217;incubatore avrebbero faticato non poco a trovare.</p>
<p>Quindi uno spazio interessante dove insieme alle strutture e ai servizi (simili a quelli dei nostri incubatori e ambienti di coworking) c&#8217;è <strong>lo spirito e la mentalità di condivisione e creazione comune</strong> (quasi inesistente nelle nostra società).</p>
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		<title>Visita al Campus di Google (seconda parte)</title>
		<link>http://www.omarcafini.info/2009/03/23/visita-al-campus-di-google-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 07:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OmarCaf</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Riprendo da qui il racconto sulla mia visita al mitico complesso di Mountain View che ospita Google.
Dopo aver fatto un piccolo acquisto nello store arriviamo ad una zona relax dove c&#8217;è un grande cesto di palline di quelli che si trovano nei centri commerciali come passatempo per i bambini, sotto ho messo l&#8217;immagine che ritrae [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo da <a href="http://www.omarcafini.info/2009/03/18/visita-al-campus-di-google-prima-parte/">qui</a> il racconto sulla mia visita al mitico complesso di Mountain View che ospita Google.</p>
<p>Dopo aver fatto un piccolo acquisto nello store arriviamo ad una zona relax dove c&#8217;è un grande cesto di palline di quelli che si trovano nei centri commerciali come passatempo per i bambini, sotto ho messo l&#8217;immagine che ritrae un ragazzo della nostra compagnia che ha provato (per primo) la vasca <img src='http://www.omarcafini.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> <span id="more-482"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-489" title="La vasca con le palline" src="http://www.omarcafini.info/wp-content/uploads/2009/03/p1020495.jpg" alt="La vasca con le palline" width="500" height="375" /></p>
<p>Dopo aver passato la stanza relax <a href="http://www.linkedin.com/in/battelli">Michele</a> ci fa fermare davanti all&#8217;ingresso della palestra di Google, chiamata <strong>g-fit</strong>. Non ci fa entrare ma dall&#8217;oblò si capisce che non è molto diversa da una grande palestra ben accessoriata,  numerosi tapis roulant e biciclette (almeno per quello che sono riuscito a vedere <img src='http://www.omarcafini.info/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ). Ogni tapis roulant ha un monitor che ognuno può utilizzare per vedere contenuti a scelta presi da un catalogo di film/tv. Sicuramente non si annoiano qui e se vogliono si possono tenere anche in forma&#8230;</p>
<h4>Il Sistema di peer-reviews di Google</h4>
<p>Arriviamo, dopo aver attraversato un lungo corridoio, ad una sala riunioni dove possiamo sederci e fare quattro chiacchiere un pò più intime con il nostro cicerone. Nella stanza ci sono <strong>due grandi monitor</strong> e chiediamo come mai 2, in realtà c&#8217;è una spiegazione, tutte le aule e tutti i pc dei dipendenti di google hanno 2 monitor. Nelle aule serve per avere da una parte le slides e dall&#8217;altra un immagine della persona o della lavagna, mentre per chi lavora il motivo è che secondo uno studio che hanno svolto 2 è il numero ideale di monitor con cui bisognerebbe lavorare poiché minimizza il tempo che la persona passa a cliccare e spostarsi tra le finistre delle applicazioni aperte: quindi lavora in maniera più efficiente (ora ho la scusa buona per comprarmi un secondo schermo <img src='http://www.omarcafini.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>Tra le varie domande sicuramente la più interessante riguarda il sistema di valutazione delle persone che in Google funziona con l&#8217;attribuzione, ad ogni fine di quadrimestre, di <strong>un voto che va da 0 a 2</strong>. Il valore 1 significa che abbiamo raggiunto il 100% di quello che dovevamo fare e che quindi non abbiamo fatto niente di meno (ma neanche niente di più) di quanto avevamo promesso di fare. Il valore 2 è il massimo e significa che grazie al nostro lavoro google ha fatto degli ottimi affari&#8230; Michele ci dice che normalmente tutti prendono un valore sopra l&#8217;1 anche perché se si rimane per 2 quadrimestri sotto l&#8217;1 al terzo si viene segati <img src='http://www.omarcafini.info/wp-includes/images/smilies/icon_neutral.gif' alt=':|' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Tale votazione è fatta tra i propri colleghi di lavoro che esprimono una valutazione sul nostro lavoro (a questa osservazione la classica risposta italiana: &#8220;ma se ci si mette daccordo? e ci si da tutti un voto alto?&#8221; risposta: &#8220;no qui non funziona così, le persone sanno essere obiettive&#8230;&#8221;). Dopo questa prima reviews da parte dei colleghi anche i dirigenti esprimono un voto con lo stesso sistema e sia questo valore che il precedente servono come fattore che va a moltiplicarsi per ottenere una parte o tutto il <strong>15% di bonus </strong>sullo stipendio che google da come &#8220;premio produzione&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-491" title="L'insegna di Google all'ingresso del campus" src="http://www.omarcafini.info/wp-content/uploads/2009/03/p1020489.jpg" alt="L'insegna di Google all'ingresso del campus" width="500" height="375" /></p>
<p>Alla fine arriviamo a pranzare in uno dei 12-13 ristoranti che ci sono nel complesso, questo si chiama <strong>Charlie</strong> e permette di scegliere tra diversi tipi di cucine: Italiana, Asiatica, Messicana, etc&#8230; non facciamo i complimenti anche perché è <strong>gratis</strong>! eh sì tutto il cibo della mensa, delle varie zone con macchinette del caffè e stuzzichini non si paga&#8230; alla fine del pranzo ci prendiamo anche il gelato di google, si avete capito bene, google produce un gelato (una sorta di biscotto con granella di cioccolato) che penso si trovi solo qui <img src='http://www.omarcafini.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>ad esser sincero proprio il gelato è l&#8217;unica cosa che del campus google non mi è piaciuta <img src='http://www.omarcafini.info/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Vi aspetto al prossimo post dove parlerò degli altri posti che abbiamo visitato in California <img src='http://www.omarcafini.info/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> a presto!</p>
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		<title>Visita al Campus di Google (prima parte)</title>
		<link>http://www.omarcafini.info/2009/03/18/visita-al-campus-di-google-prima-parte/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 09:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OmarCaf</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pensieri in ordine sparso]]></category>

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		<description><![CDATA[La scorsa settimana ho avuto l&#8217;occasione di visitare il campus di Google a Mountain View in California. Mi sono aggregato come accompagnatore ad un gruppo di ragazzi che ha frequentanto il Master Move to Enterpise 2.0.
Il campus di Google rientra in uno di quei posti che bisogna visitare  vi racconto la nostra visita:
Ad accoglierci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana ho avuto l&#8217;occasione di visitare il campus di <strong>Google </strong>a <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=google+Mountain+View,+CA&amp;sll=37.433431,-122.073212&amp;sspn=0.232271,0.617981&amp;g=Mountain+View,+CA&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;ei=NMi-SaWlAo-I2wKXxMXtBQ&amp;cd=3&amp;cid=37421972,-122084143,3281016691962299144&amp;li=lmd&amp;z=14&amp;t=m">Mountain View</a> in California. Mi sono aggregato come accompagnatore ad un gruppo di ragazzi che ha frequentanto il Master <a href="http://cofimp.eurorunner.com/move-to-enterprise.htm">Move to Enterpise 2.0.</a></p>
<p>Il campus di Google rientra in uno di quei posti che bisogna visitare <img src='http://www.omarcafini.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> vi racconto la nostra visita:</p>
<p>Ad accoglierci c&#8217;era un <strong>italiano </strong>che si sta facendo strada all&#8217;interno del colosso di Mountain View: <a href="http://www.linkedin.com/in/battelli">Michele Battelli</a> con lui abbiamo visitato l&#8217;interno del padiglione n°43, uno dei 4 grandi padiglioni che compongono il campus (la numerazione va dal 40 al 43). <span id="more-476"></span></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/omarcaf/3360701376/"><img class="aligncenter size-full wp-image-477" title="Il campus di Google" src="http://www.omarcafini.info/wp-content/uploads/2009/03/google.jpg" alt="Il campus di Google" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Subito si viene colpiti dalla distesa di ombrelloni colorati con i colori che richiamano il logo dell&#8217;azienda, si trovano in ogni spazio verde intorno ai padiglioni; ogni tanto poi si vede passare gente di tutti i tipi, l&#8217;informalità è d&#8217;obbligo&#8230; ho incontrato un paio di ragazzi che arrivavano con lo skateboard ed uno con i rollerblade!  Inoltre se hai un cane puoi portarlo con te in ufficio! (e già questo basterebbe per convincermi a lavorare lì&#8230;).</p>
<p>All&#8217;esterno inoltre c&#8217;è una grande riproduzione in scala di un <a href="http://farm1.static.flickr.com/165/378597951_5a987a3dff_o.jpg">t-rex</a> (la foto l&#8217;ho trovata in rete) e un piccolo orticello dove un dipendente ha piantato varie tipologie di piante tipiche dei vari climi (c&#8217;era anche un pò di fava), un sistema di irrigazione automatico provvede a garantire l&#8217;acqua necessaria.</p>
<p>Entriamo nella hall e iniziamo a registrarci per la visita e scatto una foto (prima di venire rimproverato&#8230; ma sapete era difficile resistere&#8230;)</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-480" title="hall del padiglione 43" src="http://www.omarcafini.info/wp-content/uploads/2009/03/p1020494.jpg" alt="hall del padiglione 43" width="500" height="375" /></p>
<p>Dopo qualche minuto arriva Michele che ci fa entrare nell&#8217;atrio dove ci descrive i progetti esposti con grandi schermi al plasma: sono il frutto del famoso lavoro che ogni dipendente può dedicare alle proprie idee (il 20% dell&#8217;orario complessivo di lavoro). Saliamo una scalinata a chiocciola dove all&#8217;estremità trova posto una riproduzione in scala dello <em>SpaceShipOne </em>(su flickr ho trovato questa <a href="http://farm4.static.flickr.com/3343/3233477152_3c52a0336b.jpg">foto</a>, io non l&#8217;ho fotografato perché nn si poteva in teoria&#8230;).</p>
<p>Tra le varie stanze che attraversiamo ci sono uno dei 50 (si 50!) posti dove magiare qualche snack, farsi un caffè, rilassarsi un attimo&#8230; all&#8217;esterno vediamo un paio di piccole piscine, chiediamo come mai sono piccole&#8230; la risposta: <em>&#8220;la velocità dell&#8217;acqua può essere regolata e così si nuota senza necessità di avere una vasca intera&#8230;&#8221;</em> <img src='http://www.omarcafini.info/wp-includes/images/smilies/icon_neutral.gif' alt=':|' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Tra i posti più strani ci sono anche dei piccoli uffici (uno dei quali aperto 24 ore su 24) per le riparazioni dei PC dove all&#8217;interno &#8220;<em>ci sono tecnici in grado di sistemare qualunque problema</em>&#8221; (sempre dalle parole di Michele).</p>
<p>Camminando ancora si incontrano dei disegni dei loghi di Google realizzati dai bambini che riempiono una parete intera al primo piano&#8230; poi arriviamo allo store offline dove si trovano tanti gadget di google, dalla classica t-shirt al frisbee, alla penna usb, etc&#8230; piccola curiosità: non accettano contanti,  che debbano tracciare anche le carte di credito che entrano lì?! mah&#8230;</p>
<p>(vi aspetto per la seconda e ultima parte del racconto: mensa, g-fit e il sistema di peer reviews di Google <img src='http://www.omarcafini.info/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> )</p>
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		<title>Dalla Metro di Stoccolma all&#8217;Intercity italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 16:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OmarCaf</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;estate ne ho approfittato per fare un viaggio in scandinavia, giusto qualche giorno per conoscere posti nuovi e &#8220;staccare un pò la spina&#8221;. Al di là del paesaggio sicuramente affascinante sono rimasto colpito dalla qualità dei servizi pubblici e anche dalla bellezza degli stessi&#8230;sembrerà strano ma ad esempio la metro di stoccolma è davvero incredibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;estate ne ho approfittato per fare un viaggio in scandinavia, giusto qualche giorno per conoscere posti nuovi e &#8220;staccare un pò la spina&#8221;. Al di là del paesaggio sicuramente affascinante sono rimasto colpito dalla qualità dei servizi pubblici e anche dalla bellezza degli stessi&#8230;sembrerà strano ma ad esempio la metro di stoccolma è davvero incredibile con stazioni decorate in maniera particolare e ognuna diversa dall&#8217;altra&#8230; per chi è cusioso allego il link alle <em><strong><a href="http://www.flickr.com/photos/omarcaf/sets/72157606827931391/" target="_blank">foto</a></strong></em>. La puntualità ovviamente è un fattore reale (non come da noi) e anche la gente mosta una gentilezza innata oltre a parlare un ottimo inglese in ogni parte della città&#8230;</p>
<p>Mi ero quasi acclimatato ma dopo una piccola toccata e fuga ad Oslo sono ripartito per Bologna. Da quì l&#8217;indomani mattina ho ripreso il treno per tornare nelle mie terre marchigiane ed ho rimesso i piedi per terra constatando ancor di più la distanza abissale con questi paesi&#8230; Un intercity lurido (con bagni a dir poco praticabili) e con l&#8217;aria condizionata non funzionante&#8230; ovviamente ad Agosto senza poter aprire, quasi per nulla, il finestrino è un esperienza mistica che non vi auguro (anche se so che è molto comune, ahimè&#8230;) e dire che ci riteniamo un paese civile&#8230;</p>
<p>Io consiglierei un piccolo viaggio per i nostri politici verso i paesi che a maggior diritto di noi fanno parte dell&#8217;Europa (non c&#8217;è bisogno di andare fino in scandinavia, anche la Spagna è ormai più avanti di noi) e magari fare il confronto con i nostri servizi&#8230; magari può essere un modo per solleticare il loro orgoglio italiano (ammesso che ne abbiano) e fargli capire che la situazione sta diventando da terzo mondo&#8230;</p>
<p>Che dire come italiani ci troviamo a lamentarci e basta (anche io in effetti in questo post) magari potremmo cominciare a pensare di muoverci davvero in maniera &#8220;partecipativa&#8221; alla web2.0 per intenderci e pensare ad un idea per risollevare il nostro paese partendo da un piccolo problema alla volta e confrontarci per capire cosa si può fare (non credo che possiamo solo essere passivi)&#8230; pensiamoci su&#8230;</p>
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